All’origine del mito delle Sirene

La leggenda delle Sirene risale a tempi antichi, quando l’uomo era solito personificare eventi, fenomeni o anche (ed è questo il caso) delle vere e proprie fenomenologie. Se il mito di Icaro sta a simboleggiare l’esuberanza e l’arroganza di un giovane che si allontana troppo dalla “giusta via” (o dall’ aurea mediocritas se preferite), quello delle Sirene invece riassume in maniera emblematica l’accoppiata crudele tra il bello e il pericoloso (o proprio mortale). Il sublime canto delle Sirene, unito secondo alcune varianti anche alla loro bellezza, è una trappola unica, un irresistibile richiamo per chi non è accorto, per chi è troppo audace, per chi è troppo ingenuo.

Ulisse e le Sirene.
Splendido mosaico presente al Museo del Bardo di Tunisi: Ulisse e le Sirene.

Nella tradizione classica le Sirene sono, e qui cito il “Dizionario di Mitologia” compilato da Angelo Sicca (edizione del 1840 !):

“Mostri marini, figliuole dell’Oceano e di Anfitrite, ovvero del fiume Acheloo e della musa Calliope. Chiamavansi Partenope, Leucosia e Ligea. Cantavano con tanta soavità, che tiravano a sé i passeggeri, e gli divoravano. Si provarono ad ammaliare gli Argonauti, ma si videro vinte dal canto di Orfeo. Tentarono del pari di attirar Ulisse e dolenti al veder vani i loro sforzi si precipitarono nel mare. Altre Sirene vi sono abitatrici delle sfere, che colle sublimi loro melodie invitano i mortali a virtù.”

Sirene, definizione.
“Dizionario di Mitologia” compilato da Angelo Ricca (edizione originale del 1840), pagina 294.

Nel caso sopra citato del mito classico rimane solo il padre (Acheloo) e il fatto che la madre sia una musa, ma spesso invece di Calliope si fa riferimento a una tra Tersicore o Melpomene. Inoltre il buon compilatore dice che le sirene sono tre, Omero dice che sono due (binomio desiderio-morte, e per gli amanti dei numeri riferimento ante-litteram al sistema binario), Platone e molti altri sostengono fossero sette, altri ancora come abbiamo visto ritengono fossero tre, per altro divise nei ruoli: una suona la lira, un’altra il flauto e infine solo una canta. Come si vede molte sono le versioni, anche solo limitandosi al mito classico, quello che deriva dalla tradizione greca. In realtà il mito ha molte varianti e la sua origine molto probabilmente è più antica di quella omerica. Luciano di Samosata nella sua opera De Dea Syria” parla infatti in questi termini della dea Derketo:

“È donna per metà della sua lunghezza; ma l’altra metà, dalle cosce ai piedi, si dilunga in una coda di pesce”

La dea greca Derketo o Derceto altri non è che la divinità siriaca ‘Atar‘atah (Atargatis in greco), una divinità assimilata a Afrodite e spesso (ma non solo) raffigurato appunto come donna-pesce.

‘Atar‘atah/Atargatis/Derketo/Derceto
‘Atar‘atah/Atargatis/Derketo/Derceto in tutto il suo splendore. Dall’ “Edipo egiziano” di Athanasius Kircher.

Diodoro Siculo, nella sua storia universale, citando lo storico greco antico Ctesias, racconta come

Derceto si innamorò di un giovane, del quale rimase incinta, e come per la vergogna Derceto si lasciò affogare in un lago vicino Ascalon, come il corpo di lei fu tramutato in pesce, benché la sua testa rimanesse umana. La bambina di Derceto, Semiramis, crebbe e divenne la regina degli Assiri.”

Andando indietro nel tempo non si può non citare il dio pesce per eccellenza, ovvero Dagon (sì, quello che fu “ripreso” e rielaborato da Lovecraft), divinità della fertilità e del raccolto per il popolo mesopotamico dei Cananei, noto tra l’altro per essere, secondo alcune fonti, il padre di Baal (altro “personaggino” mica male da studiare e analizzare, ma stavolta mi limito solo a citarlo).

Dagon
Dagon in una raffigurazione antica.

È interessante notare che Dagon venne in epoca successiva adottato dai Fenici, che lo fecero in seguito conoscere dai Greci. Con loro fu ridimensionato (relativamente) e diventò Tritone, figlio del re del mare Poseidone e della ninfa marina Anfitrite, quindi teoricamente fratello delle Sirene. Se mi è concessa una battuta… Il mondo era piccolo anche all’epoca, la gente mormorava, e alla fine le radici del mito si ricollegano creando divertenti parallelismi.

In conclusione ecco perché nel mio racconto “Ancorati a un Patto” ho deciso di rendere le mie Sirene affini a “quel” mito. Tornando alle origini, alle radici di tutte le leggende (che sono moltissime, e col tempo ne parlerò nel blog) le Sirene in fondo sono né più, né meno, che le sorelle (bastarde o meno) di Dagon.

Quadretto di famiglia?
Quadretto di famiglia?
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